
Clisteri al caffè: fanno bene?

L’idea che effettuare dei clisteri al caffè possa apportare benefici all’organismo non è certo nuova. A parlare per la prima volta di questo rimedio fu Max Gerson, medico tedesco che, nella prima metà del XX secolo, ideò una terapia alternativa per la cura del cancro basata sull’alimentazione e, per l’appunto, sui clisteri a base della nota bevanda nera.
Ad oggi, non esistono evidenze scientifiche che confermino l’efficacia di questo rimedio, né per curare il cancro né per purificare l’organismo, contrastare la stitichezza o ottenere altri effetti. Oltre a questo, è importante sottolineare che, a fianco a chi sostiene questo rimedio, c’è chi lo considera non solo inutile, ma persino dannoso.
Proprio per questo motivo, chi ha bisogno di contrastare problemi ben precisi, prima di affidarsi ai clisteri al caffè, dovrebbe chiedere consiglio al proprio medico curante o al farmacista e seguirne i consigli. Ad esempio, in caso di stitichezza può risultare utile ricorrere a lassativi e clisteri, come quelli proposti da Onligol, seguendo con attenzione le indicazioni d’uso e non superando le dosi consigliate.
Cos’è il clistere
Il clistere, noto anche come clisma, è quella procedura che, attraverso l’immissione di liquido nel retto, punta a liberare l’intestino o permette di somministrare farmaci quando, per diversi motivi, non è possibile ricorrere alla somministrazione orale.
La liberazione dell’intestino da feci e gas tramite clistere può essere effettuata, oltre che per combattere la stitichezza, in caso di:
- colonscopia o altri esami diagnostici;
- fecaloma;
- alcuni interventi chirurgici.
Effettuabile tanto in ospedale quanto presso il proprio domicilio, presenta formulazioni diverse a seconda della finalità dell’utilizzo.
Clistere al caffè: quali effetti dovrebbe avere
Gerson affermava che, insieme ai clismi alla camomilla, i clisteri al caffè avrebbero dovuto contribuire all’eliminazione della bile attraverso la dilatazione dei dotti biliari. Questa è solo la prima delle tante proprietà a essi attribuite. Tra le altre rientrano:
- proprietà disintossicanti;
- contrasto alla stitichezza;
- perdita di peso;
- eliminazione dei parassiti intestinali;
- lotta ai radicali liberi;
- riduzione del gonfiore addominale;
- aumento dell’energia e della vitalità.
Ad oggi, come già accennato, non esistono prove scientifiche relative a queste o altre proprietà dei clisteri al caffè.
Esistono delle controindicazioni?
I clisteri al caffè sono controindicati, in particolar modo, a chi soffre di disturbi gastrointestinali. Oltre a questo, esecuzioni errate o molto frequenti potrebbero causare squilibri idroelettrolitici, perforazione dell’intestino, ferite all’ano, infezioni, disidratazione.
Clistere contro la stitichezza: ingredienti e quando ricorrervi Se le proprietà del clistere al caffè non sono accertate e non è difficile trovare sia detrattori sia sostenitori di questo trattamento, quelle di altri tipi di clismi sono invece ben note. Ci riferiamo, in particolare, ai clisteri formulati per favorire l’evacuazione e la liberazione dell’intestino, i cui ingredienti includono, oltre all’acqua depurata, principi attivi come l’idrossido di sodio e il sodio benzoato che svolgono un’azione osmotica nell’intestino e aiutano ad ammorbidire le feci, facilitandone l’espulsione.
Ma quando è possibile effettuarli?
In primo luogo, è importante ricordare che tutti i lassativi, compresi quelli introdotti per via rettale, devono essere assunti o utilizzati solo quando strettamente necessario, senza mai abusarne e senza superare le dosi consigliate. Inoltre, è importante scegliere prodotti adatti all’età del soggetto.
Per quanto riguarda i clismi, non dovrebbero essere effettuati in caso di ostruzione del colon, occlusione intestinale e allergia accertata a uno dei componenti.
Come si fa il clistere a casa propria
Indipendentemente dal fatto che si decida di effettuare un clistere al caffè, uno evacuativo o si debba provvedere all’utilizzo di un clisma terapeutico, il procedimento è pressoché lo stesso.
Tanto per cominciare ci si deve procurare un clistere monouso già pronto all’uso oppure un dispositivo riutilizzabile, all’interno del quale sarà necessario introdurre il liquido da somministrare. La scelta dovrebbe essere effettuata tenendo conto dei consigli del proprio medico curante.
Fatto questo, è necessario posizionare un telo protettivo sul letto (quelli usa e getta si trovano in farmacia o in alcuni supermarket), così da non rischiare di sporcare materasso e lenzuola, e preparare il clistere, riempiendolo con il liquido, se di tipo riutilizzabile, o rimuovendo il cappuccio e collegando la cannula, se monouso e già pronto.
A questo punto:
- coricarsi su un fianco;
- introdurre la cannula nel retto, delicatamente;
- schiacciare il clistere fino a completo svuotamento;
- tenere schiacciato durante l’estrazione;
- rimanere in posizione fino a quando il liquido non avrà fatto effetto.
I tempi possono variare, ma, nella maggior parte dei casi, non superano i 5 o 10 minuti.
Fanno bene?
Fino ad oggi, le ricerche scientifiche non hanno rilevato benefici nell’uso dei clisteri al caffè. Nonostante questo, c’è chi ritiene che essi abbiano un elevato numero di benefici,
dalla lotta ai radicali liberi alla liberazione dell’intestino da feci e gas.
Chi desidera sperimentare tale rimedio, dovrebbe sempre chiedere consiglio al proprio medico curante, così da avere ben chiari i possibili benefici e le eventuali
controindicazioni. Laddove l’obiettivo fosse la liberazione dell’intestino, sarebbe inoltre possibile ricorrere a lassativi e clisteri dall’efficacia certificata.
Ad oggi, non esistono evidenze scientifiche che confermino l’efficacia di questo rimedio, né per curare il cancro né per purificare l’organismo, contrastare la stitichezza o ottenere altri effetti. Oltre a questo, è importante sottolineare che, a fianco a chi sostiene questo rimedio, c’è chi lo considera non solo inutile, ma persino dannoso.
Proprio per questo motivo, chi ha bisogno di contrastare problemi ben precisi, prima di affidarsi ai clisteri al caffè, dovrebbe chiedere consiglio al proprio medico curante o al farmacista e seguirne i consigli. Ad esempio, in caso di stitichezza può risultare utile ricorrere a lassativi e clisteri, come quelli proposti da Onligol, seguendo con attenzione le indicazioni d’uso e non superando le dosi consigliate.
Cos’è il clistere
Il clistere, noto anche come clisma, è quella procedura che, attraverso l’immissione di liquido nel retto, punta a liberare l’intestino o permette di somministrare farmaci quando, per diversi motivi, non è possibile ricorrere alla somministrazione orale.
La liberazione dell’intestino da feci e gas tramite clistere può essere effettuata, oltre che per combattere la stitichezza, in caso di:
- colonscopia o altri esami diagnostici;
- fecaloma;
- alcuni interventi chirurgici.
Effettuabile tanto in ospedale quanto presso il proprio domicilio, presenta formulazioni diverse a seconda della finalità dell’utilizzo.
Clistere al caffè: quali effetti dovrebbe avere
Gerson affermava che, insieme ai clismi alla camomilla, i clisteri al caffè avrebbero dovuto contribuire all’eliminazione della bile attraverso la dilatazione dei dotti biliari. Questa è solo la prima delle tante proprietà a essi attribuite. Tra le altre rientrano:
- proprietà disintossicanti;
- miglioramento della digestione;
- contrasto alla stitichezza;
- perdita di peso;
- eliminazione dei parassiti intestinali;
- lotta ai radicali liberi;
- riduzione del gonfiore addominale;
- aumento dell’energia e della vitalità.
Ad oggi, come già accennato, non esistono prove scientifiche relative a queste o altre proprietà dei clisteri al caffè.
Esistono delle controindicazioni?
I clisteri al caffè sono controindicati, in particolar modo, a chi soffre di disturbi gastrointestinali. Oltre a questo, esecuzioni errate o molto frequenti potrebbero causare squilibri idroelettrolitici, perforazione dell’intestino, ferite all’ano, infezioni, disidratazione.
Clistere contro la stitichezza: ingredienti e quando ricorrervi Se le proprietà del clistere al caffè non sono accertate e non è difficile trovare sia detrattori sia sostenitori di questo trattamento, quelle di altri tipi di clismi sono invece ben note. Ci riferiamo, in particolare, ai clisteri formulati per favorire l’evacuazione e la liberazione dell’intestino, i cui ingredienti includono, oltre all’acqua depurata, principi attivi come l’idrossido di sodio e il sodio benzoato che svolgono un’azione osmotica nell’intestino e aiutano ad ammorbidire le feci, facilitandone l’espulsione.
Ma quando è possibile effettuarli?
In primo luogo, è importante ricordare che tutti i lassativi, compresi quelli introdotti per via rettale, devono essere assunti o utilizzati solo quando strettamente necessario, senza mai abusarne e senza superare le dosi consigliate. Inoltre, è importante scegliere prodotti adatti all’età del soggetto.
Per quanto riguarda i clismi, non dovrebbero essere effettuati in caso di ostruzione del colon, occlusione intestinale e allergia accertata a uno dei componenti.
Come si fa il clistere a casa propria
Indipendentemente dal fatto che si decida di effettuare un clistere al caffè, uno evacuativo o si debba provvedere all’utilizzo di un clisma terapeutico, il procedimento è pressoché lo stesso.
Tanto per cominciare ci si deve procurare un clistere monouso già pronto all’uso oppure un dispositivo riutilizzabile, all’interno del quale sarà necessario introdurre il liquido da somministrare. La scelta dovrebbe essere effettuata tenendo conto dei consigli del proprio medico curante.
Fatto questo, è necessario posizionare un telo protettivo sul letto (quelli usa e getta si trovano in farmacia o in alcuni supermarket), così da non rischiare di sporcare materasso e lenzuola, e preparare il clistere, riempiendolo con il liquido, se di tipo riutilizzabile, o rimuovendo il cappuccio e collegando la cannula, se monouso e già pronto.
A questo punto:
- coricarsi su un fianco;
- introdurre la cannula nel retto, delicatamente;
- schiacciare il clistere fino a completo svuotamento;
- tenere schiacciato durante l’estrazione;
- rimanere in posizione fino a quando il liquido non avrà fatto effetto.
I tempi possono variare, ma, nella maggior parte dei casi, non superano i 5 o 10 minuti.
Fanno bene?
Fino ad oggi, le ricerche scientifiche non hanno rilevato benefici nell’uso dei clisteri al caffè. Nonostante questo, c’è chi ritiene che essi abbiano un elevato numero di benefici,
dalla lotta ai radicali liberi alla liberazione dell’intestino da feci e gas.
Chi desidera sperimentare tale rimedio, dovrebbe sempre chiedere consiglio al proprio medico curante, così da avere ben chiari i possibili benefici e le eventuali
controindicazioni. Laddove l’obiettivo fosse la liberazione dell’intestino, sarebbe inoltre possibile ricorrere a lassativi e clisteri dall’efficacia certificata.
Tag: Medicina Caffe
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