
Si può restituire un prodotto acquistato?

Quando si può applicare il diritto di recesso e con quali condizioni?
È diritto di ogni consumatore restituire ogni acquisto, sia che si tratti di un prodotto che di un servizio, anche dopo averlo pagato.
Tuttavia le normative stabiliscono che tale possibilità è garantita a meno che l'acquisto non sia effettuato:
1) Fuori da locali commerciali o in un negozio. Quindi in sostanza non è sempre possibile e garantita la restituzione di un oggetto comprato in negozio.
2) Da un professionista, quindi da un'impresa o altro soggetto che svolge professionalmente tale attività. In sostanza il diritto di recesso non può essere esercitato se si compra da un privato;
3) Per finalità personali e non lavorative. Infatti chi compra deve essere un consumatore e non un titolare di impresa o una società, pertanto il diritto di recesso non spetta a chi compra un oggetto per il proprio lavoro e dunque si fa rilasciare la fattura e non lo scontrino.
Questo a garanzia del consumatore che non avendo visionato preventivamente l'oggetto, è esposto a un rischio di insoddisfazione, rispetto a chi compra in negozio.
Chi, invece, acquista in un negozio non ha il diritto di recedere dalla vendita, al massimo l'acquirente può far valere la garanzia nel caso vi fossero difetti di produzione non facilmente visibili al momento dell'acquisto. E' il caso, ad esempio, di un paio di pantaloni che si scopre non hanno una taglia adatta; tuttavia in questi casi solitamente i negozi comunicano anticipatamente la possibilità di sostituzione, come ulteriore incentivo all'acquisto.
La garanzia sui prodotti acquistati è prevista entro i 2 anni successivi dalla vendita (1 anno se si acquista con Partita IVA), ma si è tenuti a informare il venditore del difetto entro 60 giorni dalla sua scoperta tramite PEC o raccomandata; in caso contrario, il diritto decade.
In aggiunta a tutto ciò, le normative elencano una lunga serie di ipotesi in cui il diritto di recesso non si può applicare in caso di prodotti esposti alla fluttuazioni del mercato finanziario; per prodotti personalizzati o realizzati su misura, per prodotti che possono scadere rapidamente o anche per motivi igienici (per esempio una garza o un paio di mutande).
Come si esercita il diritto di recesso?
Molte piattaforme online come ad esempio Amazon, hanno una procedura automatica e guidata verso la sostituzione del prodotto. In mancanza di questa il diritto di recesso va esercitato entro 14 giorni dalla consegna. Entro tale termine l'acquirente deve comunicare al venditore l'intenzione di restituire il prodotto con una PEC o raccomandata A/R.
Si dovrà poi provvedere a restituire il prodotto entro 14 giorni, la data è riferita all'avvenuta consegna del corriere. Le spese postali per la restituzione del prodotto sono solitamente a carico dell'acquirente salvo eccezioni.
Tuttavia le normative stabiliscono che tale possibilità è garantita a meno che l'acquisto non sia effettuato:
1) Fuori da locali commerciali o in un negozio. Quindi in sostanza non è sempre possibile e garantita la restituzione di un oggetto comprato in negozio.
2) Da un professionista, quindi da un'impresa o altro soggetto che svolge professionalmente tale attività. In sostanza il diritto di recesso non può essere esercitato se si compra da un privato;
3) Per finalità personali e non lavorative. Infatti chi compra deve essere un consumatore e non un titolare di impresa o una società, pertanto il diritto di recesso non spetta a chi compra un oggetto per il proprio lavoro e dunque si fa rilasciare la fattura e non lo scontrino.
In sostanza il cosiddetto 'diritto di recesso' è sempre garantito a chi compra su Internet, telefono o corrispondenza, e può esercitare il diritto di restituire il prodotto tramite il corriere e di ottenere la restituzione dei soldi.
Questo a garanzia del consumatore che non avendo visionato preventivamente l'oggetto, è esposto a un rischio di insoddisfazione, rispetto a chi compra in negozio.
Chi, invece, acquista in un negozio non ha il diritto di recedere dalla vendita, al massimo l'acquirente può far valere la garanzia nel caso vi fossero difetti di produzione non facilmente visibili al momento dell'acquisto. E' il caso, ad esempio, di un paio di pantaloni che si scopre non hanno una taglia adatta; tuttavia in questi casi solitamente i negozi comunicano anticipatamente la possibilità di sostituzione, come ulteriore incentivo all'acquisto.
La garanzia sui prodotti acquistati è prevista entro i 2 anni successivi dalla vendita (1 anno se si acquista con Partita IVA), ma si è tenuti a informare il venditore del difetto entro 60 giorni dalla sua scoperta tramite PEC o raccomandata; in caso contrario, il diritto decade.
In aggiunta a tutto ciò, le normative elencano una lunga serie di ipotesi in cui il diritto di recesso non si può applicare in caso di prodotti esposti alla fluttuazioni del mercato finanziario; per prodotti personalizzati o realizzati su misura, per prodotti che possono scadere rapidamente o anche per motivi igienici (per esempio una garza o un paio di mutande).
Come si esercita il diritto di recesso?
Molte piattaforme online come ad esempio Amazon, hanno una procedura automatica e guidata verso la sostituzione del prodotto. In mancanza di questa il diritto di recesso va esercitato entro 14 giorni dalla consegna. Entro tale termine l'acquirente deve comunicare al venditore l'intenzione di restituire il prodotto con una PEC o raccomandata A/R.
Si dovrà poi provvedere a restituire il prodotto entro 14 giorni, la data è riferita all'avvenuta consegna del corriere. Le spese postali per la restituzione del prodotto sono solitamente a carico dell'acquirente salvo eccezioni.
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